Al-Ithimam (Marocco)

Salvare un'oasi dalla desertificazione vuol dire disinnescare una bomba sociale in un'area povera

Tipologia intervento:

Rigenerazione ecosistemica

Rischi:

Desertificazione

Data:

Maggio 20, 2019

Dove
Al-Ithimam (Marocco)

Descrizione Progetto

Il progetto Al-Ithimam si pone come obbiettivo quello di salvare Assrargh (1560 m.s.l.), una delle oasi più belle e suggestive dell’Anti Atlante (Marocco), oasi che sta vivendo una perdita di abitanti dovuta all’emigrazione delle giovani generazioni e al conseguente abbandono dei terrazzamenti.
L’oasi è un ecosistema interamente antropico, i terrazzamenti non più curati regrediscono allo stato originario di deserto roccioso.

<b> Come </b>
L’uovo di Colombo del progetto è la creazione di terrazzamenti coltivati a richiesta irrigua nulla, ovvero capaci di prosperare con il solo apporto della precipitazione e dell’umidità atmosferica, tali terrazzamenti sono comunque in grado di fornire prodotti ad alto valore aggiunto. La specie arborea chiave è l’albero del pepe rosa (Schinus Molle) specie alloctona originaria del Perù ma naturalizzata in Marocco.
Il pepe rosa è già stato utilizzato e studiato come pianta capace di limitare l’erosione e il dilavamento del suolo, altre essenze arboree utilizzate saranno il carrubo (Ceratonia Siliqua) e il giuggiolo (Ziziphus jujuba) e diverse piante aromatiche arbustive. Tutte le essenze utilizzate sono in grado di fornire fioriture abbondanti a sostegno degli insetti impollinatori.

<b> Impatto sociale </>
Il progetto molto più articolato si ramifica in attività di informazione e formazione ambientale, promozione di buone pratiche, sviluppo di occasioni di aggregazione e scambio culturale, attività e laboratori di sistemazione dei terrazzamenti. Il progetto è supportato a livello scientifico dai dottorandi e post-doc dell’Equipe Bio-Agrodiversité dell’Università Abdelmalek Essaâdi di Tetouan (Marocco) i quali si occupano di studiare e mappare le dinamiche legate alla biodiversità all’interno dell’oasi.

<b> I muretti a secco e i terrazzamenti di Assrargh </b>

L’Unesco ha iscritto “L’Arte dei muretti a secco” nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell’umanità. Assrargh è un’oasi nata grazie alla tecnica del muretto a secco, “l’arte di costruire i muretti a secco riguarda tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre una sull’altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra secco”, spiega l’Unesco nella motivazione del provvedimento. Si tratta di uno dei primi esempi di manifattura umana ed è presente a vario titolo in tutto il mondo, sia per fini abitativi che per scopi collegati all’agricoltura, in particolare per i terrazzamenti necessari alle coltivazioni in zone particolarmente scoscese. Tale tecnica è fondante di molti insediamenti nel bacino del Mediterraneo. “Le strutture a secco sono sempre fatte in perfetta armonia con l’ambiente e la tecnica esemplifica una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura. La pratica viene trasmessa principalmente attraverso l’applicazione pratica adattata alle particolari condizioni di ogni luogo” in cui viene utilizzata, spiega ancora l’Unesco. I muri a secco, sottolinea l’organizzazione, “svolgono un ruolo vitale nella prevenzione delle slavine, delle alluvioni, delle valanghe, nel combattere l’erosione e la desertificazione delle terre, migliorando la biodiversità e creando le migliori condizioni microclimatiche per l’agricoltura”.

<b> Come sostenerci e partecipare non solo con una donazione: </b>

1) Libri, soprattutto libri per bambini o libri legati a temi naturali, meglio se in francese o arabo ma vanno bene anche in italiano, sono sempre ben accetti. I ragazzi di Assrargh vogliono creare una biblioteca, sarebbe la prima biblioteca nel raggio di un centinaio di chilometri.

2) Se hai un’associazione con la quale sei capace di fornire manodopera, la condivisione del forte lavoro fisico è sempre ben accetta.

3) Se sei una studentessa o uno studente all’università e ti interessa poter svolgere una tesi su temi di cooperazione, antropologia, linguistica (nell’oasi si parla Amazirgh), biologia, geologia o idrologia ci attiveremo per metterti in condizione di svolgere il lavoro e garantirti un supporto di base.

4) Se parli bene francese, e sei una ragazza, nell’oasi farebbe sempre piacere una maestra/professoressa di francese, anche solo per un mese, che proponga ai giovani una prospettiva diversa sulla parità di genere e sull’ambiente.

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